venerdì, ottobre 10, 2008
RadioVaticana - Ennesima giornata di violenze in Iraq. Un poliziotto e un civile sono stati uccisi e altre tre persone sono state ferite stamani nell'esplosione di un ordigno nella città di Tellafer. A Baghdad, un parlamentare del blocco sciita è rimasto gravemente ferito in un attentato che ha ucciso le sue due guardie del corpo. Intanto, a Mosul, nel nord del Paese, continua il martirio della comunità cristiana. Solo nell’ultima settimana sono 6 i fedeli barbaramente uccisi dagli integralisiti islamici. Padre Amer Youkhanna, sacerdote del clero di Mosul, denuncia: “A Mosul è in atto uno sterminio”.

Sulla situazione, Lidya O’Kane ha raccolto la testimonianza dell’arcivesco di Kirkuk, mons. Louis Sako:
La situazione è veramente critica nella città di Mosul. Qui i cristiani hanno paura e lasciano la città. I bambini non possono andare a scuola e gli uomini al lavoro. Ieri, una macchina circolava nel quartiere Zukar chiedendo ai cristiani di lasciare la città il più presto possibile. I cristiani si sentono isolati. Dove andare? E’ una crisi che non vede soluzione. La protezione dei cittadini dipende dal governo iracheno e anche dagli americani. E’ loro responsabilità. Che cosa fanno? Perché lasciano questi criminali assassinare o minacciare degli innocenti? I cristiani non vogliono altro che vivere in pace. Non sono loro, poi, la causa di qualsiasi problema nella città e nel Paese. Io chiedo a tutti i nostri fratelli e sorelle in Occidente di pregare per loro e di mostrare anche la loro solidarietà.

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