Il georadar utilizzato per cercare il corpo di Roberta Ragusa, mamma 45enne scomparsa da Gello di San Giuliano Terme il 13 gennaio 2012, ha perlustrato il terreno vicino all’abitazione della donna, la casa in cui viveva col marito e i figli.
Pisa (youreporternews) - L’apparecchiatura utilizzata è capace di “vedere” fino a tre metri di profondità e di elaborare immagini tridimensionali. Il georadar messo a disposizione da Ingegneria dei sistemi, azienda pisana che lo ha progettato e le cui apparecchiature sono state state utilizzate già in altre inchieste, come nelle ricerche di Yara Gambirasio, giovedì ha esplorato decine di metri quadrati di terreno registrando le immagini su un computer attraverso il quale saranno successivamente analizzate per vedere se il sistema di antenne ha captato la presenza di oggetti che possano risultare utili all’attività investigativa.
Nei prossimi giorni i dati registrati saranno ulteriormente analizzati e, se necessario, gli inquirenti richiederanno nuovamente per altre ispezioni l’ausilio di questo strumento. Era stato il prefetto di Pisa Francesco Tagliente a sollecitare l’impiego nelle ricerche di una tecnologia più sofisticata e la decisione è stata presa d’intesa con i carabinieri e la procura.
Pisa (youreporternews) - L’apparecchiatura utilizzata è capace di “vedere” fino a tre metri di profondità e di elaborare immagini tridimensionali. Il georadar messo a disposizione da Ingegneria dei sistemi, azienda pisana che lo ha progettato e le cui apparecchiature sono state state utilizzate già in altre inchieste, come nelle ricerche di Yara Gambirasio, giovedì ha esplorato decine di metri quadrati di terreno registrando le immagini su un computer attraverso il quale saranno successivamente analizzate per vedere se il sistema di antenne ha captato la presenza di oggetti che possano risultare utili all’attività investigativa.
Nei prossimi giorni i dati registrati saranno ulteriormente analizzati e, se necessario, gli inquirenti richiederanno nuovamente per altre ispezioni l’ausilio di questo strumento. Era stato il prefetto di Pisa Francesco Tagliente a sollecitare l’impiego nelle ricerche di una tecnologia più sofisticata e la decisione è stata presa d’intesa con i carabinieri e la procura.
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