Tutto il mondo in preoccupata fibrillazione per il possibile e imminente intervento militare in Siria. Proprio nelle ultime ore si sono delineate le posizioni.
Radio Vaticana - Da una parte Russia e Cina, contrarie all’azione militare, dall’altra l’occidente, con gli Stati Uniti in posizione d’attesa, e Francia e Gran Bretagna più decise a intervenire. Dalla sua, il presidente siriano Assad mette in guardia sulle ricadute di un’internazionalizzazione della crisi. Marina Calculli: ascolta
Ieri Russia e Cina hanno bocciato in Consiglio di Sicurezza la bozza di risoluzione presentata da Londra e Parigi che le avrebbe autorizzate a prendere “misure necessarie” per proteggere i civili siriani, in riferimento al capitolo 7 della Carta dell’Onu. Tanto per rimarcare per l’ennesima volta la spaccatura profonda della comunità internazionale sul dossier siriano. Critici gli Stati Uniti. Dal Dipartimento di Stato arriva una forte obiezione all’intransigenza russa accusata di generare paralisi politica per proteggere crimini contro l’umanità. Ma se Washington è più cauta, Londra e Parigi premono perché si intervenga e subito. Non sembra tra l’altro caduta del tutto l’opzione di un intervento a firma Nato per bypassare il mandato Onu. Il governo di Damasco intanto avverte sulle possibili conseguenze di un attacco internazionale e accusa direttamente Francia e Gran Bretagna di aver aiutato terroristi. Dall’Iran giungono invece minacce ancora più pesanti: se Damasco verrà colpita, immediatamente dopo lo sarà anche Tel Aviv. Teheran lascia intendere che anche Hezbollah, dal confine libanese, coopererà per attuare la rappresaglia.
Radio Vaticana - Da una parte Russia e Cina, contrarie all’azione militare, dall’altra l’occidente, con gli Stati Uniti in posizione d’attesa, e Francia e Gran Bretagna più decise a intervenire. Dalla sua, il presidente siriano Assad mette in guardia sulle ricadute di un’internazionalizzazione della crisi. Marina Calculli: ascolta
Ieri Russia e Cina hanno bocciato in Consiglio di Sicurezza la bozza di risoluzione presentata da Londra e Parigi che le avrebbe autorizzate a prendere “misure necessarie” per proteggere i civili siriani, in riferimento al capitolo 7 della Carta dell’Onu. Tanto per rimarcare per l’ennesima volta la spaccatura profonda della comunità internazionale sul dossier siriano. Critici gli Stati Uniti. Dal Dipartimento di Stato arriva una forte obiezione all’intransigenza russa accusata di generare paralisi politica per proteggere crimini contro l’umanità. Ma se Washington è più cauta, Londra e Parigi premono perché si intervenga e subito. Non sembra tra l’altro caduta del tutto l’opzione di un intervento a firma Nato per bypassare il mandato Onu. Il governo di Damasco intanto avverte sulle possibili conseguenze di un attacco internazionale e accusa direttamente Francia e Gran Bretagna di aver aiutato terroristi. Dall’Iran giungono invece minacce ancora più pesanti: se Damasco verrà colpita, immediatamente dopo lo sarà anche Tel Aviv. Teheran lascia intendere che anche Hezbollah, dal confine libanese, coopererà per attuare la rappresaglia.
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