Il fallimento della Conferenza delle Nazioni Unite per l’adozione di un Trattato sul commercio delle armi convenzionali (Att, Arms Trade Treaty) può essere letto sotto diversi punti di vista, e paradossalmente può anche essere considerato un successo per la coalizione di organizzazioni non governative (ong) che da anni lavorano per il Trattato. A sostenerlo è Emilio Emmolo, ricercatore dell’Archivio Disarmo.

La lezione da cogliere, sottolinea Emmolo, “è che ancora oggi nessun leader o governo mondiale nel settore del commercio di armi può discostarsi dalla volontà dei parlamenti nazionali, come dimostra il rifiuto a firmare degli Stati Uniti dopo una lettera inviata a Barack Obama dai senatori contrari al trattato. Ma oltre a questo, ciascun governo deve fare i conti con l’opinione pubblica nazionale”. I lavori della Conferenza dell’Onu per il Trattato sul commercio di armamenti si sono tenuti a New York dal 2 al 27 luglio. Al termine dei lavori, i rappresentanti di 193 Stati non sono riusciti a trovare un accordo definitivo su un trattato che la società civile internazionale considera un atto fondamentale per controllare il commercio di armi con regole chiare e condivise.
Tweet |
Sono presenti 0 commenti
Inserisci un commento
Gentile lettore, i commenti contententi un linguaggio scorretto e offensivo verranno rimossi.